Pane fatto in casa con poco sale.

Mi sto appassionando tanto a fare il pane e sto facendo esperimenti 😀


Oggi ho provato un pane che potrebbe andare benissimo per persone ipertese o con problemi di ritenzione idrica, perché a bassissimo contenuto di sodio.


Ho usato il gomasio al posto del sale. Il gomasio ha origine nella cucina giapponese ed è un condimento a base di semi di sesamo tostati e triturati a cui viene aggiunto pochissimo sale marino (5%).20180118_130405


I semi di sesamo sono ricchi di grassi “buoni”, di sali minerali come calcio, ferro e fosforo.


Passiamo a ingredienti e procedimento 😀


Ingredienti:

  • 1 kg di farina integrale

  • lievito di birra fresco 15 gr (per chi avesse il lievito madre ovviamente è da preferire!)

  • gomasio 30 gr

  • semi vari (girasole, zucca, lino, sesamo ecc) 60 gr

  • acqua (io impast e man mano aggiungo non so darvi una dose esatta anche perché cambia a seconda della farina)


Procedimento:

Faccio sciogliere il lievito in un po’ d’acqua tiepida, preparo circa 900 gr di farina in una ciotola capiente e inizio ad impastare con il lievito e poca acqua che aggiungo man mano. Aggiusto la consistenza con la farina e l’acqua. I 100 gr di farina che ho lasciato servono appunto per aggiungerne nel caso servisse.


Lavoro energicamente per 10 minuti sulla spianatoia per circa 10 minuti e ripongp l’impasto nella ciotola, chiudo con della pellicola o un canovaccio e ripongo dentro il forno spento (così si evitano sbalzi termici) per circa un’oretta.


A questo punto impasto di nuovo aggiungendo il gomasio e i semi. Lascio circa 10/15 gr di semi per guarnire la la parte superiore delle pagnotte prima della cottura faccio lievitare tutta la notte (la quantità di lievito infatti è in rapporto alla lunga lievitazione, se fosse più breve dovrei metterne di più). Io sto praticamente sperimentando man mano diminuendo sempre più il lievito.


La mattina successiva preparo le pagnotte aggiungendo i semi sulla superficie, ancora una mezz’oretta di riposo e poi inforno a 200° per circa 45 minuti (controllate ogni tanto), forno non ventilato e con una vaschetta di acqua sul fondo del forno per assicurare la giusta umidità.


Et voilà il pane con poco sale ma molto gusto per tutta la settimana!

Parecchia soddisfazione bisogna essere onesti 😀

Al prossimo aggiornamento

Carla

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Pane fatto in casa (da me).

Da qualche tempo mi sto cimentando nel fare il pane a casa.


Qualche anno fa avevo provato e benché fosse abbastanza buono non avevo continuato e non mi ero appassionata.


Ora invece cerco farine buone e sane, metto i semi oleaginosi (come quelli di lino o di zucca), faccio prove diverse per ridurre al minimo il sale e il lievito…insomma sta diventanto una sorta hobby 😀


Ecco ingredienti e procedimento ma sappiate che io vado parecchio “ad occhio”, se volete quantità precise al milligrammo trovate comunque tantissime pagine e libri di cucina vera 😀 


Ingredienti:

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  • 1 kg di farina integrale

  • 1 panetto di lievito di birra da 25 gr (se avete il lievito madre meglio ancora!)

  • 10/15 gr di sale

  • acqua almeno 500 ml ma non vi so dire esattamente perché aggiungo man mano e decido in base alla consistenza, tenetene una brocca a portata di mano.

  • 30/40 gr di semi per 500 gr di farina, in questo caso specifico ho fatto un tipo ai semi di lino e un tipo ai semi di zucca.


Procedimento:


Non essendo molto pratica di panificazione ho letto un po’ di siti internet e ho fatto un mix di ciò che ho trovato 😀

In una ciotolina ho sminuzzato il lievito di birra, aggiunto dell’acqua tiepida e mescolato sino a totale scioglimento.

In una ciotola capiente ho messo circa 800 gr di farina e aggiunto prima il lievito, ormai ben sciolto, e poi piano piano altra acqua.

Non metto subito tutta la farina e tutta l’acqua perche poi “aggiusto” man mano.

Appena l’impasto risulta ben compatto, dopo circa 10 minuti di lavoro, lo chiudo con la pellicola e lo metto nel forno spento, in modo da evitare sbalzi termici all’esterno, e lo lascio per un’oretta.

A questo punto impasto di nuovo aggiungendo il sale e i semi,  e farina e acqua se necessario.

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Lavoro per altri 10 minuti e poi chiudo di nuovo tutto  e lascio lievitare tutta la notte. Credo si possa far lievitare molto meno ma a me vien comodo fare di notte cosi al mattino poi posso infornare subito e poi devo dire che non si sente per nulla il sapore del lievito con tutte queste ore.

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Passata la notte re-impasto velocemente e preparo le pagnotte, lasciandole altri 30/40 minuti a lievitare ancora. Accendo il forno, statico non ventilato, a circa 200°, metto uno stampo/ciotola con dell’acqua sul fondo (per avere un buon tasso di umidità nel forno) e appena è pronto inforno per circa 45 minuti ma anche in questo caso vi consiglio di controllare man mano la cottura.


Ecco il risultato di due “esperimenti” di queste settimane.

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Un consiglio per i semi: semi di zucca e semi di girasole potete lasciarli interi o triturarli con il mortaio per esempio, invece i semi di lino e semi di chia hanno bisogno di essere lasciati ad ammollo per qualche tempo. Alcuni autori consigliano tutta la notte, altri qualche ora. Io ho optato per qualche ora :D. I semi di lino a questo punto creano una sorta di gel: al momento dell’impasto quindi dovrete aggiungere altra farina.

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Bisogna attuare questa procedura perché la cuticola dei semi come lino e chia è molto resistente e quindi se non si triturano o si mettono ad ammollo tutti i nutrienti rimarranno all’interno e noi non beneficeremo di tutte le ottime qualità presenti in essi. 


Come avrete notate c’è davvero poco sale ma il pane è risultato comunque molto saporito grazie alla farina integrale e alla presenza dei semi.

Devo dire la verità: è una gran soddisfazione fare il pane in casa!

Al prossimo aggiornamento!

Carla

Juice plus: tossicità per il fegato

Ecco uno studio scientifico appena uscito del dipartimento di ricerca sul cancro dell’università di Houston (Texas) sulla tossicità sul fegato dei prodotti Juice plus.


Preciso subito che a me non interessa la marca del prodotto, a me interessa concentrarmi sul fatto che dei prodotti a fini dietetici e relative indicazioni alimentari siano date da persone che non hanno i titoli per farlo. In Italia possono dare prescrizioni dietetiche i medici, i biologi e i dietisti, che sono iscritti all’albo corrispondente. Tutti gli altri stanno semplicemente compiendo abuso di professione, un’azione illegale. Per fare il dentista o il ginecologo ci va la laurea giusto? Anche per fare il nutrizionista 😀


I prodotti in sé possono anche essere a norma ma il punto cruciale è che bisogna imparare a gestire le esigenze alimentari semplicemente mangiando bene, non usando dei surrogati. Surrogati che per di più sono venduti come se fossero caramelle (e neanche le caramelle fanno benissimo ad essere onesti)


Ecco il link diretto dello studio ma faccio un riassunto per chi non riuscisse a capire l’inglese.

http://www.amjmed.com/article/S0002-9343%2809%2900712-8/fulltext#back-bib3

 


Una donna di 51 anni affetta da cancro all’endometrio (utero) ha assunto i prodotti Juice Plus perché sono naturali, apportano antiossidanti che non possono che fare bene e guardate un po’ il suo povero fegato!!

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Gli enzimi epatici hanno subito una impennata con l’assunzione dei prodotti Juice Plus.

Intossicato! Tossicità altissima dopo pochi giorni!


Tutti gli enzimi hanno avuto un picco incredibile dopo l’inizio dell’assunzione del miracoloso prodotto e sono poi tornati a norma, lentamente, dopo la sospensione.


Lo studio termina con una considerazione molto importante, che traduco liberamente:

“Come clinici bisogna investigare l’assunzione di prodotti alternativi in modo da prenderli in considerazione nel caso ci siano problemi al fegato o altri effetti sull’organismo non chiari e/o abnormi”


Sinceramente a me non servono studi scientifici per immaginare che i prodotti di sintesi non siano mai una buona scelta, se non dietro prescrizione medica ed effettiva necessità, ma il galoppante abuso e vendita di integratori mi fa capire che non è così scontato.


Uff Carla sei la solita esagerata, il mondo va così, non puoi pensare di non cedere a questi meccanismi, se vendessi anche tu faresti molti più soldi, tanto se non lo fai tu lo fa un altro, ecc ecc


E poi saltano fuori gli studi che mi confermano che faccio bene a seguire la mia linea, rigida forse ma alla fine vincente.


A parte il fatto che anche se volessi vendere in realtà io afferisco all’Ordine dei Biologi e ho il divieto (conflitto di interessi) ma anche se non ci fosse io voglio dormire tranquilla la notte, faccio questo lavoro per aiutare le persone a migliorare la loro salute non per peggiorarla con prodotti di dubbia salubrità. Per me vige il principio di precauzione: alla fine dei conti non sappiamo davvero se questi prodotti abbiano un qualche effetto a lungo termine.


State molto attenti, so che spesso si casca in questi tranelli perché si è disperati e non si sa più come fare ma purtroppo non c’è nessuna scorciatoia per avere una buona forma fisica, bisogna avere pazienza e costanza.


Oggi è 23 dicembre 2017, l’augurio che faccio a chiunque abbia problemi col proprio corpo e col cibo non può che essere quello di capire che strada prendere per stare meglio e percorrerla tutta.

In bocca al lupo 😀

Al prossimo aggiornamento

Carla

P.S.:

Ovviamente sento già le voci di quelli che vendono prodotti di questo tipo dire “eh ma lo studio è stato fatto su una persona affetta da cancro, lo deve prendere una persona sana e vedrai come funziona!”

1) la signora aveva il cancro all’utero e non al fegato

2) il fegato funzionava perfettamente prima dell’assunzione dei prodotti

3) poniamo per assurdo che il fegato della signora fosse affaticato dalla patologia: cosa ne sappiamo noi se quando una persona inizia a prendere questi prodotti, venduti come caramelle, non abbia una qualsiasi patologia? In genere non si chiedono analisi prima della vendita.

4) io personalmente quando sento che un prodotto qualsiasi non può essere consumato da persone con patologie allora penso che comunque non vada bene neanche per me, sana. Se un prodotto non fa male a nessuno allora, secondo me, si può pensare di utilizzarlo.

5) costano molto e con quegli stessi soldi io consiglio di investire quella somma per cibi di qualità alta, psicoterapia nei casi di rapporti non sani col cibo e palestre/sport per aumentare la salute fisica.

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. Seneca

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Fra studio e casa mi separa una camminata di circa 30 minuti e almeno 4 volte la settimana evito di usare l’auto, non amo particolarmente stare nel traffico.


Spesso approfitto di questo tempo per ascoltare con le cuffiette qualcosa che mi interessa, possono essere lezioni di alimentazione ma molto spesso altri argomenti.


Esistono tanti audiolibri e podcast totalmente gratuiti, di tutti i temi.


Da un po’ sto ascoltando “Scrittura creativa” di Libroza.


Non ho intenzione di scrivere un libro (poi non si sa mai nella vita eh  ) ma mi sono innamorata di questa donna, Carmen Laterza, perché ascoltare le sue lezioni è come fare meditazione.

Con la sua perfetta dizione, passione nello spiegare, semplicità e super-professionalità mi ha conquistato dopo il primo minuto di ascolto. Ma soprattutto mi ha affascinato la marea di suggerimenti tecnici e metafore che utilizza.


Ascoltarla mi è utile anche nel mio lavoro, la comunicazione è alla base della relazione coi miei assistiti, e dare spunti di riflessione che poi possono “motivare” nel perseguire il cambiamento di stile di vita che auspichiamo è uno dei requisiti per me cruciali per aiutare davvero.


Perché vuoi cambiare stile alimentare? Qual è l’obiettivo che vuoi raggiungere? Cosa possiamo fare realisticamente?


E le risposte devono essere vere e sincere, non quelle di facciata.


Spesso chiedo perché sei qui: a parte i casi “semplici” del tipo ho la glicemia alta-mi fa male la schiena- ho la pancetta, tutti all’inizio parlano di salute ma poi tante volte salta fuori la verità:

– è una rivalsa nei confronti di mia madre
– voglio piacere di più a mio marito
– mio fratello si è ammalato e ho paura
– non voglio che i miei figli vivano lo stesso rapporto conflittuale con il cibo che ho io.


Quando finalmente scopriamo quale sia il vero motivo del cambiamento è più facile capire che rotta prendere, quando partire e come.


Per il prossimo anno parlate sinceramente con voi stessi per capire cosa volete, prima di ripetere per l’ennesima volta “ah ma da gennaio sarà tutto diverso!”, che poi si trasforma in dopo carnevale, dopo pasqua, quando vado in ferie, settembre.


Sapere cosa si vuole davvero nel profondo è fare metà del percorso 

Al prossimo aggiornamento

Carla

Muffins alle mele

Una o due domeniche al mese esco in escursione con un gruppo di amici. Per me l’aria aperta, gli spazi infiniti sono terapeutici e mi diverto con il gruppo oltre che fare attività fisica mi sento proprio bene in ogni senso, nonostante la fatica e il vento (che in Sardegna non manca praticamente mai).


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Domenica 10 dicembre 2017, promontorio Ulassai, Ogliastra (Sardegna): freddino eh 😀

Una parte importante di queste uscite ovviamente riguarda il bere e il mangiare. 

In questo periodo porto dei thermos con tisane e the caldi un po’ zuccherati, una piadina condita con uova sode e verdure e i muffins da mangiare proprio durante la camminata.


I muffins vanno sempre a ruba 😀 

I prodotti da forno come le torte alle mele, yogurt, i muffins, sono ottimi alimenti durante le escursioni perché apportano carboidrati complessi (dalla farina) e zuccheri semplici della frutta e dello zucchero integrale: ci saziano senza dare il picco glicemico ma allo stesso tempo danno energia di pronto uso.

Ecco la ricetta di quelli che preparo io ma esistono infinite varianti:

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Ingredienti:

  • 3 uova
  • 90 gr di zucchero integrale
  • 200 gr di farina tipo 2 (integrale) oppure 170 di farina e 30 di amido di mais
  • 50 ml di olio di semi (io uso girasole)
  • 3 mele
  • 1 bustina di lievito

Procedimento:

Separo i tuorli dagli albumi in modo da montare questi a neve e amalgamare invece i tuorli con lo zucchero. Poi unisco senza troppe procedure particolari tutti gli ingredienti insieme sino ad ottenere un composto denso. A quel punto riempio gli stampini e cucino a circa 170° per 15/20 minuti.


Quando ho più tempo lascio macerare le mele tagliate a pezzi piccoli nel succo di limone e cannella e poi le incorporo.


Sono facilissimi da fare anche con i bambini e vanno bene per la colazione o per merenda.

Provate!

Al prossimo aggiornamento

Carla

Adulti che pubblicano foto modificate e con pose ammiccanti: che messaggio per i giovani?

Momento polemico-riflessivo.

Qualche giorno fa c’è stata la notizia della chiusura di un sito/blog in cui si davano consigli su come essere “anoressiche perfette” e la creatrice è stata denunciata per istigazione al suicidio.


Il discorso è molto-molto-molto ampio e delicato e di sicuro non si può esprimere così semplicemente.


Purtroppo per chi si occupa di disturbi alimentari come me tutto questo non è una novità ma ora, qui, mi limito a dire giusto qualcosa.


Innanzitutto la persona che istigava è sicuramente la prima vittima di se stessa e quindi spero che venga aiutata seriamente, come dovrebbe esserlo chiunque in difficoltà, in modo anche da evitare ulteriori problemi al prossimo.


In secondo luogo vorrei parlare della distorsione mentale in cui viviamo ogni giorno.


Da un lato si inneggia all’estrema magrezza addirittura nei cartoni animati e con bambole innaturali, modelle e soubrette solo con le ossa in vista, e dall’altro invece si dice che tutto ciò non è sano e che bisogna pensare alla salute.


I ragazzi adolescenti di oggi sono stati bombardati fin dalla nascita da queste immagini, ore ed ore ogni giorno dal primo giorno di vita.


Se oltre le immagini (che si imprimono prepotentemente nella mente) aggiungiamo che anche in famiglia si porta avanti la politica del guarda che grasso quello! oddio come sono brutta ho la pancia! devi dimagrire non vedi che sei una balena! allora il gioco è fatto e ognuno di loro cerca di risolvere l’equazione magro = felice che noi gli abbiamo passato.


Che fare?


Siccome vendita e pubblicità di sicuro non fanno coppia con etica e anzi utilizzano donne magrissime e super filtrate-modificate anche per vendere una semplice penna, allora dobbiamo agire noi adulti, se davvero vogliamo cambiare qualcosa.


Le figure di riferimento, genitori e insegnanti soprattutto, dovrebbero essere i primi a porre un freno alla miriade di foto modificate/filtrate per sembrare-ciò-che-non-sono-ma-che-vorrei-essere (luci, filtri, pose ammiccanti) e iniziare a ridurre drasticamente i giudizi estetici su stessi e gli altri.


Io rimango basita nel vedere quarantenni-cinquantenni che pubblicano continuamente foto in cui non si scorge una ruga, con la faccia piallata e pose improbabili e sapere poi che hanno fra i loro contatti social i  propri studenti o i propri figli. Sarò esagerata ma a me vengono i brividi.


Se però vogliamo continuare a nasconderci dietro la scusa del “Eh ma tanto se lo faccio solo io non serve a nulla” siamo liberissimi di farlo, non lamentiamoci però delle conseguenze e soprattutto non possiamo poi permetterci di dire “questi ragazzi di oggi non capiscono nulla pensano solo alle foto e al fisico” se siamo noi per primi ottimi esempi.


Tutto questo, non c’è bisogno di specificarlo, è strettamente connesso con la cascata di problematiche alimentari che sono in drammatico aumento nei ragazzi ma anche negli adulti.


Tempo fa pubblicai questa bellissima lettera di una blogger statunitense in cui si parla di come parlare alla propria figlia del suo corpo; commovente ma pratica e realistica.


Ognuno di noi può sempre fare qualcosa di concreto, dobbiamo solo scegliere e agire. Coraggio.


Al prossimo aggiornamento

Carla

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Risotto con zucca e noci

In questo periodo dell’anno ho meno lavoro perché ormai la maggior parte delle persone che sta pensando di iniziare una dieta pensa: “siamo a fine novembre tra poco c’è Natale inizio direttamente a gennaio”…dopo le feste quindi non avrò un momento di respiro e ora mi godo la lentezza di questo periodo anche provando ricette nuove.


Stamattina mi sono cimentata con il risotto con zucca e noci: che inaspettata bontà ed esplosione di sapori!


Avevo tempo e quindi ho portato avanti la “procedura” lunga del risotto ma si può assolutamente fare in maniera più rapida.

Iniziamo 😀


Ingredienti per due porzioni:

  • Riso (parboiled) 160 gr

  • brodo vegetale

  • zucca circa 400 gr

  • noci 50 gr

  • olio extra vergine di oliva

  • sale, cipolla, timo, pepe.


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Zucca, noci e timo fresco.

Procedimento

Brodo: innanzitutto ho preparato un semplice brodo vegetale con ciò che avevo a disposizione in casa: sedano, carote, cipolle, mezza zucchina, timo, prezzemolo, basilico, un cucchiaino di olio e del sale.

Ho portato ad ebollizione e fatto cucinare a fiamma media per circa 30/40 minuti.


Zucca: ho tagliato la zucca a tocchetti e fatta cuocere in una casseruola con circa 2 cucchiai di olio, un po’ di acqua e il timo. Io ho proprio la piantina di timo quindi dopo aver sciacquato i rametti li metto  interi in cottura (che toglierò ovviamente), così facendo regalano un profumo buonissimo Ho chiuso con un coperchio e cotto per circa 20 minuti, quando la zucca era morbida ho spento e poi ne ho frullato una parte per avere una consistenza più cremosa.


Noci: dovete tostare le noci in una padellina senza olio, appena sentite sprigionare l’aroma spegnete, in modo da non bruciarle.


Riso: potete scegliere due vie per la cottura del riso:

1) cuocere il riso semplicemente in acqua e una volta scolato spadellarlo con la zucca, aggiungere le noci e sarà pronto oppure 2) seguire il metodo classico per i risotti, come ho fatto oggi.


In una padella abbastanza grande ho messo 2 cucchiai di olio e 3 di acqua con la cipolla tagliata sottilissima, ho fatto appassire a fiamma bassa senza friggere e poi ho versato il riso e mescolato.


Il riso subisce una sorta di tostatura, quando diventa traslucido allora dovrete versare due mestoli di brodo e continuare la cottura in questa maniera con la fiamma bassa, mescolare spesso e appena si esaurisce il brodo aggiungerne altro e così via sino a fine cottura. A questo punto potete aggiungere la zucca, far mantecare bene e una volta spenta la fiamma aggiustare con il pepe e aggiungere le noci.

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Ecco il risultato 😀

E’ stata una scoperta buonissima!

Al prossimo aggiornamento

Carla

Polpette di melanzane e ceci

Qualche giorno fa mi hanno regalato parecchie melanzane, qui in Sardegna ci sono ancora gli ultimi raccolti di questo ortaggio estivo, e ho deciso quindi di sbizzarrirmi con una ricetta che non avevo mai provato: polpette di melanzane e ceci.

Se avete altri tipi di ortaggi a disposizione ovviamente potete sperimentare (zucchine, carote, bietole, carciofi, ecc ecc) 


La procedura non è velocissima per via della “fase sale grosso” delle melanzane (io ho fatto tutto sabato mentre portavo avanti le varie faccende di casa 😀 ) ma è molto semplice.

Come sempre non riuscirò a darvi le quantità esatte degli ingredienti perché io faccio molto ad occhio e soprattutto assaggio man mano e aggiusto di aromi e spezie secondo il mio gusto personale, quindi vi darò delle indicazioni generali ma adattate alle vostre preferenze!


Ingredienti per le polpette:

  • 4 melanzane medie 

  • 200 gr di ceci cotti (anche quelli in scatola se non potete farli da voi)

  • sale e pepe

  • aglio, prezzemolo, timo, rosmarino

  • curry un cucchiaino

  • pane grattugiato

  • olio extra vergine di oliva un cucchiaio circa o poco più

  • sale grosso (parecchio)


Procedimento:

Dopo aver lavato, sbucciato e tagliato le melanzane a tocchetti le ho riposte in uno scolapasta con molto sale grosso e ho messo un piatto sopra per schiacciare. Questa procedura fa sì che le melanzane perdano la loro acqua (e infatti noterete scolare un’acqua marrone) portando via con sé anche quel retrogusto amaro che spesso hanno. Questa fase è  durata circa 30/40 minuti.

Poi le ho fatte bollire in abbondante acqua e una volta cotte le ho scolate bene per togliere più  acqua possibile e asciugate poi con un panno carta.


In una ciotola abbastanza grande ho messo tutti gli ingredienti: le melanzane, i ceci, l’olio, il sale, le erbe aromatiche sminuzzate e il curry.  L’aglio no!


A questo punto con pazienza ho frullato con il frullatore ad immersione sino a creare una crema abbastanza compatta. Ho aggiunto un po’ di pane grattugiato perché l’impasto era troppo morbido ma questo vedetelo voi man mano, deve avere una consistenza utile per poi diventare polpetta.


Una volta frullato ho aggiunto l’aglio tagliato a pezzi grandi e ho lasciato un’altra mezz’ora ad insaporire. L’aglio poi l’ho tolto ma l’aroma è rimasto; ovviamente se a voi piace l’aglio in pezzi o frullato nell’impasto potete lasciarlo.


Ho poi fatto le polpette, impanandole nel pane grattugiato. Cotte in forno con funzione grill a 160/170 °C per (credo) 20 minuti, comunque quando vedrete che dorano e che si “spaccano” allora dovrebbero essere pronte. Considerate che le melanzane e i ceci sono cotti in partenza quindi questa fase serve per dare la cottura finale.


Consigli pratici: per velocizzare la procedura potete anche saltare la fase “sale grosso” delle melanzane, che non è necessaria per la riuscita del piatto. Poi se di vostro gradimento potete anche aggiungere all’impasto del formaggio, un uovo o una patata lessa per renderle più morbide.


A questo punto le ho condite in due modi: una parte con un sugo di melanzane (vi ho detto me ne hanno regalato molte eheh) e una parte con la salsa greca.


Il sugo è un semplice sugo cui tutti siamo abituati: soffrittino leggero di aglio, cipolla, aromi e spezie varie, melanzane tagliate a tocchetti (stessa procedura del sale), sfumato con vino bianco e poi il sugo (io ho usato dei pelati ottimi della mia zona).


La salsa greca invece è la classica salsa con lo yogurt greco, cetriolo, aglio, sale, olio, aceto e menta. In rete trovate tante ricette da seguire.


Ecco i risultati:

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Polpette di melanzane e ceci con sugo di melanzane.
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Polpette di melanzane e ceci con salsa greca.

Devo dire che inaspettatamente erano buone! Io ho preferito quelle con la salsa greca perché più fresche e leggere ma anche quelle al sugo non erano male 😀


Sono un ottimo secondo, accompagnate con del pane (come ho fatto io) otterrete un piatto unico nutrizionalmente corretto, sano e gustoso!

Provate!

Al prossimo aggiornamento

Carla

Risotto di novembre

Condivido con piacere questo bellissimo “racconto”.

Buona lettura

Carla

Novembre, tempo di raccogliere lo zafferano, qui in Sardegna: l’oro rosso che profuma ed inebria, e come tutte le cose preziose, va usato con sobrietà e parsimonia. Nella mia ricerca di benessere ed equilibrio, durante un percorso di presa di coscienza e ridimensionamento di quello che acquisto e consumo, c’è anche la ferma volontà di […]

via Risotto di Novembre — Fintzas a coi

Ricetta regionale rivisitata: il pani frattau

Oggi mentre preparavo il sugo per fare la pasta mi è caduto l’occhio sul pane pistoccu che era sul tavolo di cucina e ho pensato di fare il “pane frattau”, rivisitandolo con ciò che avevo a disposizione.

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Il pane pistoccu è un tipo di pane carasau leggermente più grosso.

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Pane pistoccu
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Pane carasau

Frattau” significa spezzato e infatti questa ricetta è a base di pane carasau spezzettato. Questa ricetta nasce anticamente dalle zone del centro Sardegna  in cui di sicuro l’abbondanza non regnava e per evitare gli sprechi si utilizzavo le rimanenze ormai rotte dei fogli di pane carasau, si bagnava col brodo di pecora, si aggiungeva semplice sugo di pomodoro, un uovo e del pecorino.


A questo link trovate la ricetta originale e la storia


Io ho preparato un sugo con un soffritto leggero con olio e acqua (non faccio mai friggere solo con olio, con l’acqua la temperatura è più bassa), cipolla, sedano, carote, uno spicchio d’aglio intero e poi aggiungo erbette varie che ho sul davanzale della finestra come rosmarino, timo, basilico ecc, ho fatto poi sfumare con del vino bianco e aggiunto il pomodoro (in questo caso pelati che avevo frullato prima), un po’ di sale, e mandato a fuoco bassissimo per circa 30 minuti, con il coperchio ovviamente.


Una volta pronto il sugo ho semplicemente fatto una lasagna alternando i fogli di pane e il sugo, ho anche bagnato leggermente con un po’ di acqua, infornato e dopo circa 10 minuti ho aperto le uova sopra la lasagna e aspettato che l’albume si rapprendesse.

Pronto!

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Ecco qua  il mio incrocio fra il pane frattau e una lasagna 😀

Non ho messo il pecorino, non ho bagnato con il brodo di pecora, non ho spezzato il pane ma vi assicuro che era buonissimo!

L’uovo bisognerebbe farlo in camicia in un pentolino a parte, io ho messo direttamente sopra e infornato, credo vadano bene entrambi i modi, fate voi 😀 


Da un punto di vista nutrizionale è un piatto unico, abbiamo carboidrati del pane, proteine e grassi dell’uovo e un po’ di verdure grazie al sugo.


É facilissimo da fare ma ha un grande impatto scenico oltre che un ottimo sapore e materie prime sane, insomma provate! Da qualsiasi regione leggiate 😀

Al prossimo aggiornamento

Carla